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che sfruttano, che tiranneggiano, che umiliano: sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste. Caporale si nasce, non si diventa! Non sempre, ciò che avviene in un teatro è il teatro: anzi. Il teatro non ha davvero bisogno di edifici. Il non-teatro si. Il teatro magazzino di decorazioni. Il teatro dovrebbe, come la musica fare la sua parte nell’educazione di una persona. Stare dove sta: dentro una persona. Che non è una camera ammobiliata. Educazione. Totò: “Che so’ i figli? Mica so’ ffiascchi che s’abboffano!”. Peppino de Filippo in L’Avaro: “fammi vedere le mani… no le altre”. Lo diceva come se fosse stato lui Molière, forse meglio. Bergmann scrisse di riconoscersi in un anonimo costruttore di cattedrali. Purtroppo da giovane regista e, per il breve tempo in cui ho cercato di sembrare un intellettuale, al fine di compiacere l’opinione che, col mio contributo, l’ambiente mi aveva cucito addosso, ho perso tempo a cercare di determinare le sorti di uno spettacolo. Oggi so che posso solo correggerne la rotta affinché esso si metta alla luce. Il lavoro di una levatrice discreta. Le cose seguono leggi loro proprie, come le leggi del volo. Guerra e pace insegna che le battaglie si vincono o si perdono da sé. “Capurro Capurro fermati disgraziato!” Vittorio de Sica _ I due marescialli |
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Years and years ago si potevano ascoltare alla radio i film trasmessi in tv. Tina Lattanzi, doppiatrice della Garbo, in Maria Walewska: “coOme staate ooggi Naaapoleone?” Rumori, la musica del film. Tutta immaginazione. Il cinema. “Ispettore Rock, ma lei non sbaglia mai!” “No, anch’io ho commesso un errore. Non ho mai usato brillantina Linetti!” È curioso come si finisca per farsi declinare al passato e dall’ambiente: siamo stati, c’era, c’erano, tua zia era come te. Un processo d’esproprio della persona, prima che riesca a diventare tale. Certe cose feriscono il cuore come violini d’autunno. Poi non lo riparano. Migliori o peggiori, mai eguali: è il motto dei fiorentini. E della Fiorentina. Come si diventa ciò che si è, costa fatica. Gli altri dovrebbero fare il piacere o di saperti aiutare, o di tacere. Le diagnosi in portineria, le psychologies, le cliniche senza scienza: gossips+chats=nada. Un dàimon, un dèmone sta chiuso dentro di noi, come una noce, secondo Hillman: è la nostra legge di gravitazione personale e il nostro giroscopio. La risorsa, o il fastidio, con cui fare i conti. “What if you have missed?” La psicologia del personaggio non esiste. Esistono personaggi. Larve che ci portiamo dentro. Esiste il tuo sé, in una storia che sembra altrui e viceversa. Totò: "L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali. |
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